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June 24 I'm Yours
Well you done done me and you bet I felt it I won't hesitate no more, no more So I won't hesitate no more, no more I won't hesitate no more, no more I won't hesitate no more, no more May 18 Che spettacolo!!!!!April 03 La Storia...March 30 La mia metà *_*
Dopo anni di inutili ricerche ho finalmente capito cosa mancava nella mia vita...quella metà che non riuscivo a cogliere, ma che sentivo mancare, senza la quale nulla aveva più molto senso per me...Ora ho visto la luce, dopo la serata di ieri ho finalmente trovato ciò che più mi rende felice al mondo, ciò che da oggi darà un senso alla mia vita, perchè mi avvicina di più al mio essere interiore, bimbo per sempre...
LA DANCE DANCE REVOLUTION!!!!!!!!PROVATE A PASSARE UN PAIO D'ORE A GIOCARCI E POI MI VENITE A DIRE SE NON E' LA COSA PIU' MERAVIGLIOSA CHE UOMO ABBIA MAI CONCEPITO!!! *_*February 24 Richiesta...
E' troppo chiedere alla gente comune, che poi finisce per fare la figura dell'ignorante, di smetterla di andare al cinema senza sapere cosa va a vedere, solo perchè tutti ne parlano, ROVINANDO LA VISIONE A CHI E' REALMENTE INTERESSATO A QUELLO CHE STA GUARDANDO [non VEDENDO, GUARDANDO, che è ben diverso]? Pensateci, ignoranti, perchè risparmiate tempo, non buttate via serate intere, e soprattutto non sprecate soldi [con quello che costa il cinema]! Ma almeno mi posso godere i capolavori su cui hanno lavorato fior fiore di persone, SOPRATTUTTO PER TRASMETTERE QUALCOSA, NON SOLO PER SVAGARE. PERCHE' IL CINEMA, CHE LO VOGLIATE O MENO, E' ARTE! E non sarò più costretto a sentire gente che urla battute pessime durante il film, credendo di essere simpatica e divertente, risultando solamente fastidiosa ed ignorante...o che si spara un "che film dimmerda" alla fine della visione di uno dei film più belli che abbiano mai fatto [sia per la regia, sia per la qualità degli attori, sia perchè per ben due ore e mezza tutti rimangono in tensione senza bisogno nemmeno della colonna sonora...ma forse accorgersi di particolari del genere sarebbe troppo]...o che si slancia in un bel "ma vaffanculo" nel bel mezzodella scena madre, magari mentre c'è un silenzio carico di tensione... Vi prego...BASTA!
Grazie. February 07 Attendere o non attendere?
Se qualcosa che cerchi da un bel po', che non riesci a trovare però, che ti fa incazzare, perchè non lo vedi nemmeno in lontananza, qualcosa che non dipende solo da te, qualcosa che forse alla fine non sai nemmeno se arriverà [perchè arrivato a un certo punto ti sorge il dubbio che non sia una certezza]...lo devi solo aspettare, ma ti sei stancato di farlo, e quasi ti rassegni... Che fare? Fregarsene e smettere di pensarci o lasciarlo lì, in attesa, rimanendoci sempre male, ogni volta deluso, sempre più rassegnato... Perchè io personalmente mi sono stancato di aspettare...uff... February 01 Eppi berdai tu miiiiiiiiiiii
Tanti auguri a me!! Perchè stamattina mi sono alzato con un mal di schiena pazzesco che mi ha ricordato che oggi compio 24 anni -.- Chiaro che da ieri non è cambiato proprio niente...anzi...però all'anagrafe ho un anno in più...e oggi il cellulare squilla in continuazione :P Grassie a tutti ovviamente :D Fa sempre un sacco piacere :) January 21 Falling StarJanuary 08 La foglia e il vento [II]
"Dove mi stai portando?" chiese la foglia al vento. E questo, con voce soave e lieve e con una nota ironica, quasi divertita "Lontano da casa. Non era quello che volevi? Vedere posti lontani, vivere lontano dalla gente con cui sei cresciuta?". La foglia tremò ancora un poco, la voce quasi un flebile sussurro "Ma io...sì...ma non volevo rimanere sola. Io volevo andarci insieme a tutti gli altri". Facendola roteare per un attimo, il vento rispose ridacchiando "Ma mia cara, non è possibile. Non è una cosa che posso fare tutti. Per questo i posti lontani provocano fantasia e desiderio, curiosità e mistero." La foglia si mise a piangere allora, cullata dal dolce vento che la spingeva sempre più lontana da casa, sempre più lontana dalla sua vita. E il tempo passava ed ella era sempre più lontana e cambiò colore. Il verde si scolorì a rosso prima di passare ad un marrone secco ed insignificante. Ed ella continuava a piangere ed a pentirsi della scelta che aveva fatto. Ma era impossibile tornare indietro. E se anche fosse tornata...cosa le avrebbero detto? L'avrebbero riconosciuta poi? L'avrebbero accettata ancora? L'avrebbero sicuramente schernita, dileggiata. Forse non l'avevano mai veramente accettata. Forse era quella strana sensazione di disagio che provava in presenza degli altri che l'aveva spinta a staccarsi, ad andare così lontano. O forse, semplicemente, lei era nata per farsi un vita diversa, da sola. Col tempo imparò ad accettare quella su condizione di solitudine, pur col cuore gonfio di tristezza e di vuoto. Lasciò che fosse così ancora e ancora...finchè quando ormai il suo colore era cambiato ed era divenuto scuro, ed ella era rinsecchita tanto da essere irriconoscibile, il vento decise che il suo viaggio era finito e l'adagiò piano a terra, lasciando che si posasse all'ombra d'un albero immenso, verde e rigoglioso. Con un sorriso l'immortale vento riprese il suo viaggio per il mondo, mentre la foglia con l'ultimo sussurro lo ringraziò. Nessuno mai saprà se la foglia chiudendo gli occhi ed esalando l'ultimo respiro prima di tornare alla terra s'accorse che l'albero sotto il quale l'aveva posata il vento era casa sua. January 07 La foglia ed il vento [I]
Tutte verdi, tutte fruscianti, tutte divertite ed allegre. Alla brezza primaverile si lasciavano dondolare e carezzare dal vento, frusciando e ridendo tra loro. Il loro colore era brillante, acceso. Splendido più di ogni altro colore al mondo. Ed il tempo passava e quele non facevano che rinverdire sempre più. Crescevano sempre più e sempre più insieme si divertivano. Nessuno sa perchè quel giorno quella foglia prese quella strana decisione. Alla prima ventata più forte si lasciò dondolare gandemente, ridendo e urlando alle altre quanto si stesse divertendo. Le altre non la imitarono ma certo attirò la loro attenzione. Appena il vento calò un poco, si lasciò sfuggire la prima frase strana. "Lo sapete che il vento viaggia in giro per tutto il mondo? E senza dovergli chiedere il permesso potrebbe portarci ovunque! Che ne dite? Ce lo facciamo un giretto?". Era esaltatissima e prese a dondolare aspettando la nuova ventata che di lì a poco sarebbe tornata a trovarle. Tutte rimasero ferme immobili, spaventate all'idea di quella foglia. Biascicarono qualche scusa per giustificarsi e per non seguirla e intanto fissavano il picciolo che sempre più si stortava e si staccava dal ramo che lo sosteneva. Lentamente l'entusiasmo della foglia cominciò a calare, vedendo che nessuno comprendeva, che nessuno condivideva. Quando smise di traballare e mentre si guardava sconsolatamente intorno in cerca di sguardi comprensivi e d'appoggio, giunse una folata improvvisa di vento che senza fatica la strappò dal suo ramo, mentre lei spalancava lo sguardo ora terrorizzato e le altre foglie urlavano e frusciavano impotenti e disperate... [continua...] January 04 Chiudo gli occhi...
E' quando chiudo gli occhi che vedo solo Nero. Mi spingo il più lontano possibile da questa terribile visione ma non posso sfuggirle. Perchè mi circonda, perchè mi segue, perchè sono io stesso. E non posso scappare da me stesso. Il buio mi uccide, non esiste speranza, non esiste luce da seguire, non esiste conforto, non esiste via di fuga. Sono ormai schiavo di attimi di terrore puro, vivo di terribili brividi che corrono lungo la fredda spina dorsale che sostiene stancamente il mio essere. Mi lascio trascinare dalla corrente della paura, lascio che mi torturi e mi tormenti, fino a strapparmi la carne dalle ossa. E laggiù, in fondo a quella che per alcuni potrebbe essere una coscienza, un poco sembra esserci un'infinitesima scintilla di qualcosa di diverso...lascio che i espanda, che si allarghi nel tentativo di dominare e distruggere tutto il resto. Forse è la vita stessa, forse è quell'anima che mi salverà, forse è l'angelo che mi riporterà a galla... No...non è altro che la disperazione. Che si accresce tanto più quanto più mi lego ad essa. Distrugge ogni cosa. E' accecante, luminosissima! Prima ch'io rimanga accecato da tale balgiore finalmente questa vince il Buio. Ed è pace...silenzio...solitudine...e solo disperazione...
January 03 L'Idea
Quando la vide rimase senza fiato. Era bellissima, era perfetta, era meravigliosa. Prese a pensare a lei, a immaginare, a sognare, si lasciò trasportare dalla propria mente, perdendosi sempre più in quella celestiale visione. Una volta sola l'aveva veduta, ma tanto bastava perché egli se ne innamorasse perdutamente. Così perfetta, così splendida che sicuramente poteva essere la donna della sua vita. E fu allora che cominciò a cambiare Col passare del tempo ella divenne un'immagine sempre più sfocata, come in una foto rovinata. Era ora un'ombra, tanto vaga e sfuggente, quanto imprecisa e sempre più lontana. Infine un'idea, che poteva ora rappresentare chiunque: era tutte le donne, era nessuna. Ma rimaneva un'immagine, un'ombra, un'idea perfetta. Piena di sfumature perché priva di forma precisa, priva di consistenza, perché non appartenente al mondo reale. Sempre lì per lui, in qualunque momento, per qualunque motivo, semplicemente gli bastava pensare a lei. Quando ormai era dominato da tutto ciò, quando ormai era completamente perso nell'idea, la rivide. Il cuore ebbe un sussulto, un battito di troppo...non comprese subito...non capì cosa fosse. Gli ci volle un attimo prima di rendersene conto appieno. Non era la gioia di rivederla, la voglia di parlarle finalmente, il desiderio ardente d'averla tutta per sé. Non era questo. Era delusione, disillusione, frustrazione. Poichè ella non era colei di cui pensava d'essersi innamorato la prima volta Era semplicemente una donna, reale, con una sua forma, una sua consistenza, priva di sfumature, completamente imperfetta. Ora risaltavano solo i suoi difetti, le fastidiose movenze, per nulla leggere e celestiali come le ricordava. La sua umanità lo schiacciava ora, lo lasciava senza fiato, lo distruggeva. Abbassò lo sguardo a terra e proseguì oltre...le passò accanto, forse...non ricordava e comunque non gli interessava ricordarlo. Lei addirittura forse gli rivolse una parola gentile poiché l'aveva notato e forse aveva bisogno d'aiuto. Ma lui finse di non udire niente o forse non udì davvero nulla. Vuoto, inutile, devastato. Non aveva più alcun motivo per andare avanti. S'era innamorato di un'idea, irraggiungibile, che non avrebbe mai davvero posseduto, che non esisteva nella realtà in cui viveva. Lasciò che la realtà lo ingoiasse, lo dominasse e lo distruggesse. Ed egli lasciò che così fosse, senza reagire, senza più curarsi dei suoi bisogni reali, senza più pensare a rimaner in vita, sperando che alla fine sarebbe riuscito a ricongiungersi con colei che tanto aveva desiderato.
January 02 Il Tempo
Lancio una stanca occhiata al mio orologio che subito diviene polvere. Si sgretola tra le mie mani e come sabbia fine, scivola tra le dita, in parte cadendo a terra, in parte trasportato chissà dove dalla leggera brezza. Sollevo lo sguardo sorridendo. No, non sono per niente felice o divertito. E' un sorriso amaro il mio. Ormai la resa e scontata. Il nemico mi ha battuto su tutti i fronti. Sarebbe inutile sprecare le mie ultime forze per resistere ancora...quanto? Ormai non posso più dirlo. Il Tempo non esiste. Non è mai esistito, ma solo ora me ne rendo pienamente conto. Ora che è troppo tardi per rimediare. Ieri come oggi, oggi come domani...non cambia nulla. Mi trascino sul rovente cemento, stanco, senza una meta, senza un motivo. E' buffo. Proprio ora mi tornano in mente le frasi di coloro che ormai sbiadiscono dimenticati..."Vedrai, il tempo agiusta tutto"..."Vedrai, l'anno prossimo andrà meglio"..."Me lo sento, quest'anno sarà il migliore"...Tutti hanno a modo loro compreso quello che ora io stesso arrivo a capire. Ci hanno presi in giro fin dall'inizio. E noi, orgogliosi e fieri, abbiamo finto che non fosse così, che fossimo noi quelli destinati alla vittoria. Ma era tutta una nostra invenzione. Alla fine ne usciamo completamente sconfitti. Ed è difficile rimanere soli con tale consapevolezza. January 01 Lo Sguardo
La lunga scalinata non sembrava avere fine. L’eco dei passi si perdeva in lontananza, come se intorno ai marmorei gradini altro non vi fosse che un profondo ed infinito precipizio. Si riusciva a vedere forse ad un paio di metri attorno ai piedi che lentamente salivano, poi i contorni scomparivano lambiti da una nebbia pesante, che sembrava potesse essere toccata, come avesse spessore e limiti ben definiti. Nel tunnel disegnato dalla grigia nebbia tutto era invece chiaro come illuminato da una luce tetra e allo stesso tempo luminosissima, quasi accecante. Il nero colore degli scalini risaltava ancora di più. Lo sguardo sembrava muoversi lievemente su e giù, come per il respiro affannoso dovuto allo sforzo di salire quelle centinaia di gradini. E guardando in alto dove sarebbe dovuto esserci il traguardo, nulla vi era. Probabilmente la strada da percorrere era ancora lunghissima. Ogni tanto il vento fluiva all'udito leggero, ma solo quando riusciva a trovare un foro o una via di fuga attraverso le spesse mura di nebbia. Lo sguardo non aveva mai avuto l'ardire o il pensiero di volgersi indietro. Chissà poi perchè. Eppure non sembrava esserci interesse alcuno nel guardare ciò che era già stato compiuto. Era passato, era già stato dimenticato. Eppure, la curiosità a quel punto prese il sopravvento e si voltò. Si allargò se possibile ancor più quando vide quello spaventoso spettacolo. Il corpo era rimasto indietro. Completamente sfigurato il volto, devastate e scomposte le membra, pareva agitarsi inconvulsamente come un pesce fuor d'acqua. Era raccapricciante, triste e insieme portava a provare pena per quella figura soaventosa e disumana. Lo sguardo denso di paura si voltò nuvamente e respirando sempre più affannosamente si sforzò di correre verso l'alto senza più voltarsi, ma consapevole sempre più che non si stava spostando nemmeno di un gradino, come fosse invisibilmente legato a quel corpo che era solo un'inutile e mostruosa zavorra.
December 31 L'incertezzaLa giornata era cominciata come al solito, con la pallida luce mattutina che filtrava attraverso i sottili fori della tapparella non completamente abbassata. Colpendo con delicatezza le palpebre ancora abbassate, lo aveva svegliato. Intorpidito e con nessuna voglia d’alzarsi ancora, si rigirò sotto le pesanti e calde coperte ancora per una mezz’ora prima di decidersi ad aprire completamente gli occhi, con quel velo sottile che non permette di mettere subito tutto a fuoco. Voltandosi verso la finestra vide attraverso i lievi raggi del primo sole la polvere che svolazzava quieta e lenta, come se dovesse continuare così all’infinito e per tutta l’eternità. Sembrava tutto come ogni giorno. O forse non si era nemmeno posto il problema che qualcosa potesse essere diverso dal solito.
Con la solita tipica fatica si lavò, fece rapidamente colazione e si preparò ad uscire. Tutto era quieto e silenzioso, forse anche troppo, ma lui non sembrava essersi accorto nemmeno di questo. La mattina tutto risulta sempre ovattato e distante e finché non fosse uscito alla gelida aria aperta non si sarebbe reso conto di ciò che lo circondava con piena cognizione di causa. Fu con piena soddisfazione che accolse sul suo volto appena sbarbato l’aria fredda che all’esterno rendeva tutto più bianco e luminoso, benché vi fosse una leggera foschia invernale. I suoi occhi cominciarono gradualmente ad adattarsi e a risvegliarsi dal notturno torpore, mentre la cortina di sonno che ancora lo lambiva crollò d’improvviso. Con un sospiro di soddisfazione sul volto si dipinse un lieve sorriso compiaciuto.
Mentre percorreva il breve tratto che lo separava dall’ufficio dove avrebbe passato l’intera giornata al lavoro, qualcosa in profondità cominciò a turbarlo, dapprima come un’eco lontanissima appena percepita, che lentamente s’avvicinava e si faceva via via più forte e più chiara, rendendolo sempre più consapevole che vi fosse qualcosa che non quadrava. Lo sguardo ora completamente attento vagava in ogni direzione come a cercar di afferrare quel dettaglio sfuggente che non gli permetteva ancora di capire cosa vi fosse di strano. Fu solo quando arrivò all’ingresso della palazzina in cui stava il suo ufficio che finalmente capì. Appoggiò la mano destra sulla maniglia del portone di legno senza riuscire ad abbassarla, voltandosi invece verso il tragitto che aveva appena percorso. Certo non era mai stata una strada molto trafficata, ma ogni giorno incrociava diverse macchine e diversi pedoni che stancamente si trascinavano al lavoro. Ed ora i suoi occhi non riuscivano a scorgere nessuno da nessuna parte. Nessuno a piedi, nessuno in macchina e nemmeno nessuna macchina parcheggiata in nessun posto. Gli occhi se possibile si aprirono sempre più in un’espressione sconcertata ed incredula più che spaventata. Sembrava che avesse capito che qualcosa non andava ma non fosse pienamente convinto che fosse una cosa tanto sconvolgente. Del resto, poteva capitare che per un giorno non incontrasse nessuno per strada, anche se la città ospitava diversi milioni di abitanti e il suo appartamento e l’ufficio erano in pieno centro. Scosse la testa voltandosi ancora verso l’ingresso, come a scacciare dei pensieri giudicati stupidi e futili, lasciandosi scappare anche un ghigno di derisione per la stupidità dimostrata nel farsi venire certe idee.
Aprì la porta che, seppur di legno massiccio, si spalancò senza fatica e senza alcun rumore. Ed egli per poco non cadde… Lanciò un urlo atroce, o così gli parve, perché subito s’accorse che alcun suono era uscito dalla sua gola e nessun suono udiva ancora adesso mentre annaspava cercando di sostenersi alla maniglia stessa per non cadere…dove? Al di là dell’ingresso non vi era nulla, se non il vuoto stesso. Era indescrivibile, il nero, l’oscurità, il nulla che permeava ogni cosa. Pareva addirittura avere una sostanza quel nero, una consistenza, una forma, ma era comunque vuoto. Come essere di fronte ad un buco nero. Anche se in effetti mai nessun essere vivente era mai riuscito a vederne uno. Ancora tremante, con foga cercava di non lasciare che i propri passi toccassero quel nulla, gli occhi ora pieni di terrore puro, il cuore che batteva all’impazzata nel petto come volesse farlo esplodere dall’interno, cercando un appiglio che fosse reale o mentale. Con estrema fatica cercò di voltare il proprio sguardo dietro di sé, sempre che vi fosse un dietro, per vedere se il mondo da cui era giunto fin lì esistesse ancora. Quando contro i propri muscoli che a fatica rispondevano ancora ai suoi comandi riuscì finalmente a voltarsi vide che era ancora tutto lì, immobile e silenzioso, spettrale e soprattutto polveroso, cupo e nebbioso, così malinconico e solitario. Con le ultime energie rimaste riuscì a far partire un pensiero, ancora uno, e qualcosa in effetti si mosse, nel suo inconscio cominciò ad ancorarsi qualcosa. Forte di questa nuova consapevolezza si volse verso quel vuoto che lo opprimeva come a cercare conferma di ciò che pensava d’aver capito. E la vide, quell’unica certezza. Prese forma in un punto lontano almeno all’infinito, pareva una fioca luce tremolante che non dava sicurezza ma solo dubbio e timore ancor più profondi, ma quando la vide seppe d’aver compreso, appieno finalmente, fin nell’animo più profondo, con tutto se stesso. Le forze lo abbandonarono e lo lasciarono lì tremante, mentre cadeva a terra in ginocchio.
E pianse…
December 28 Vagando...La Mente, infinita quanto l'universo e anche di più.
Può giungere ove nemmeno la realtà arriva. Può spingersi fino ai limiti della vita e superarla. Senza difficoltà alcuna, senza prezzo, ma ripagando colui che viaggia con l'infinito stesso. Si comincia al primo respiro e si smette con l'ultimo sospiro...e poi chissà. Sua compagna è la Fantasia, che aggiunge ciò che ancora non esiste e forse mai esisterà. Nessuno può dominarla, nessuno può distruggerla...ma vi è qualcosa che può demolirla fino alle fondamenta, renderla inerme e ridurla a nulla. La Realtà. Distrugge, demolisce, uccide, rende deboli e sofferenti, delude e schiaccia qualunque essere. Ed è impossibile sfuggirle senza divenire folli, senza perdere il senno, senza morire... ![]() December 22 Merry Christmas...?The Boy with nails in his eyes
put up his aluminum tree.
It looked pretty strange
because he couldn't really see
![]() December 18 Al blocco di ripartenza...Si riparte...che noia...ultimamente succede un po' troppo spesso...
Bhè chissenefrega! Sempre spazio che occupo con il mio inutile essente :P
Welcome Back to the New Beginning
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